FINALMENTE LA MATERNITA’ E’ UN MASTER!

Quali sono gli anni fondamentali in cui si sviluppa l’affettività di tuo figlio e di quanto tempo necessita perché gli venga data una base sicura?

Quante domande, quante attenzioni e sensi di colpa… sembra che il tempo passato con loro  non sia mai abbastanza!

E il lavoro? Cosa succede alla nostra attività non appena veniamo a conoscenza di aspettare un bambino?

Purtroppo le donne si ritrovano a dover annunciare la propria gravidanza al datore di lavoro con molte perplessità.

Molte di noi lavorano fino all’ultimo giorno prima di partorire, per non pesare sul giudizio e sulle decisioni che il capo possa prendere in seguito.

Ma arrivato il momento in cui il piccolo nasce, i mesi successivi sono assorbiti dalle sue necessità, è inevitabile trascorrere i primi mesi dedicandogli le nostre attenzioni ed energie.

La legge ci permette di prolungare la maternità fino al primo anno di vita del nascituro, sacrificando parte del nostro stipendio.

Il periodo di congedo comporta un susseguirsi di mesi in cui la donna è messa fortemente alla prova.

Impariamo cosa voglia dire risolvere i problemi quotidiani di una neo mamma.

Trascorriamo periodi di forte pressione emotiva, gestiamo la nostra vita e quello di nostro figlio nonostante la stanchezza e il sonno che non riusciremo mai a recuperare.

Quando arriva il momento di rientrare al nostro lavoro ecco che ci ritroviamo di fronte la realtà che temevamo.

Spesso, con la frase “tagli aziendali”, viene decretata la fine del nostro rapporto lavorativo.

Prendiamo atto che, forse, non saremo più tenute in considerazione da alcuna azienda perché siamo madri, e in quanto tali saremo solo un peso.

Insomma, nessuno investirà più sulla nostra professionalità.

Il progetto di Riccarda Zezza, MAAM (dove MAAM è acronimo di maternity as a master), ha dimostrato come la maternità può essere un vero e proprio master.

Dal progetto è nato anche MAAM U, ovvero un percorso digitale che trasforma le competenze acquisite durante la maternità in opportunità per scoprire alcune competenze soft utili per il mondo del lavoro.

E’ una piattaforma ricca di contenuti multimediali strutturati in un percorso che accompagna la persona, prima, durante e dopo il congedo di maternità.

Chi è madre acquisisce:

–          una grande capacità di ascolto e comunicazione

–          tanta energia nel fare le cose ed è pronta al sacrificio

–          pazienza e perseveranza

–          capacità nel risolvere i problemi

–          capacità nel valutare i rischi e riesce anche ad assumerseli (primo: quello di voler mettere al mondo un figlio)

–        competenze nel  pianificare perfettamente la gestione dei figli

Di fronte a tutto ciò, chi potrebbe dire che essere madre è “un’attività” meno stressante del lavoro?

Non tutti hanno idea di cosa voglia dire crescere ed educare un bambino.

“MAAM ribalta drasticamente il modo di pensare alla maternità sul lavoro e rivoluziona l’idea stessa di leadrship”

Passato un anno dal lancio del percorso digitale, MAAM U, più di 1500 donne si sono iscritte al percorso online.

Le partecipanti sono diventate più consapevoli delle proprie risorse e competenze, così da essere più motivate al rientro lavorativo.

Esiste anche un video spagnolo utilizzato al NeturalFamility, community che promuove la conciliazione lavoro e famiglia, con un messaggio molto chiaro:

“Un’azienda che non assume una donna, che è anche madre, perde una grande opportunità.”

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