SOLENICA L’AZIENDA DEL BENESSERE PER L’UOMO E IL SUO PIANETA: INTERVISTA A DIVA TOMMEI

Le start up innovative sono necessarie al rinnovamento della cultura imprenditoriale e sono importanti per un sistema economico aperto all’innovazione e alla mobilità sociale.

Tra le startupper più promettenti d’Europa c’è l’italiana Diva Tommei, giovane ragazza romana di 32 anni, che con Caia, prima idea del progetto, ha realizzato una lampada che” insegue la luce del sole”.

Di cosa sto’ parlando?

Desideravo farmi raccontare la sua storia e chiederle l’origine del suo geniale progetto, così ecco qui la sua intervista:

 

Ciao Diva

Benvenuta sul mio blog!

Mi piacerebbe iniziare a parlare di te partendo dalla tua formazione.

  • Quando nasce la passione per le materie STEM (Science, Technology, Engineering, and Mathematics)?

Da molto giovane. Mio padre e’ un ingegnere e un imprenditore. Facevamo progetti STEM insieme quindi ho imparato presto la mentalita’ scientifica.

  • Dopo la laurea hai iniziato un dottorato in Bioinformatica all’Università di Cambridge, raccontaci un po’ quest’esperienza.

Ho lavorato sodo per quattro anni. L’esperienza in se’ e’ stata fortificante e modellante, tosta. Ma mi ha insegnato il metodo di chi cerca, un metodo che poi e’ stato utilissimo, inaspettatamente, nella mia vita imprenditoriale successiva. Ho avuto l’idea di Caia proprio mentre ero a Cambridge perche’ mi mancava il sole dove lavoravo. 

  • Da dove nasce la voglia di diventare imprenditrice tech?

Da quando sono stata alla NASA, alla Singularity University del primo anno e ho incontrato altri 80 ragazzi tra imprenditori e scienziati. E’ stato lì che ho capito la mia vena imprenditoriale.

  • Che difficoltà hai incontrato nel tuo perscorso? 

Le difficolta’ di chi tenta una strada nuova. La capacita’ di trovare soluzioni alternative in ogni momento della giornata definisce un po’ il percorso delle startup, soprattutto per quelle startup come la mia che fanno hardware innovativo e lo fa senza milioni di $ di finanziamento.

  • La tua start up si chiama Solenica, il tuo progetto Caia. Ho letto che si tratta di una lampada che cattura la luce del sole. Potresti spiegarci come funziona?

Si, il suo nome e’ Caia, la dea romana del focolare. Il funzionamento e’ semplice. La posizioni dove hai sole a disposizione – e’ molto versatile quindi puoi appoggiarla, appenderla, aggrapparla – e punti il “naso” dove lo vuoi mandare. Quel punto rimarra’ illuminato fin quando hai il sole. Normalmente il sole spostandosi porta via i suoi raggi rapidamente e un punto non rimane illuminato durante tutta la giornata. 

  • Il tuo team è internazionale, determinato, creativo… com’è suddiviso? 

Assolutamente si. Queste sono le qualita’ fondamentali di tutti coloro che fanno parte del team. Abbiamo vendita e marketing a Roma, tutta la parte produttiva e logistica a San Diego, in CA e i laboratori d’ingegneria ad Atene.

  • La campagna di crowd-funding è già partita, quali sono i risultati ottenuti fino ad ora?

Dire ottimi. Abbiamo raggiunto quasi il mezzo milione di pre-ordini sulla nostra pagina di Indiegogo alla quale si puo’ accedere direttamente attraverso il nostro sito www.solenia.com.

  • Sei un grande talento, credi che l’Italia sia in grado di dare spazio a imprenditrici come te?

Al livello mediatico si. A livello pratico (finanziamenti, strutture produttive e risorse umane) un po’ meno. Ci siamo scontrati con questa dura realta’ abbastanza presto e piu’ volte, motivo per cui abbiamo dovuto dislocarci nel modo che ho descritto sopra.

  • Quali sono i tuoi desideri professionali in questo momento?

Vorrei far diventare Solenica l’azienda del benessere del futuro e non solo nell’aspetto dell’illuminazione. Voglio creare un’azienda che ha lo scopo di istruire il consumatore a un consumo sano per lui e sostenibile per il pianeta. Risanare gli spazi dove lavoriamo e viviamo – ahime oramai passiamo poco tempo all’aperto – che sono, forse poco intuitivamente, molto malsani. Basti pensare che l’inquinamento dell’aria che respiriamo in casa e’ spesso superiore alle 200 volte quello dell’aria all’esterno. Ristabiliamo questo contatto dico io, visto che il 90% del nostro tempo lo passiamo proprio in questi spazi.

 

Grazie Diva per il tempo che mi hai dedicato, e complimenti per il tuo straordinario progetto!

 

Grazie a te Giusy!

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