SMARTPHONE DIPENDENTI O IMPERFETTI SCONOSCIUTI?

Pensavo a quanto sia facile, tendenzialmente, per ognuno di noi dare la responsabilità del nostro operato ad un fattore esterno.

Mi spiego meglio: dunque, abbiamo un problema…di chi è la colpa?

La colpa è della politica, del tempo, dell’alimentazione (dell’olio di palma in particolare), della tv, della vecchia generazione, della nuova generazione, dell’aria inquinata, dell’acqua contaminata… e starei qui a scrivere per ore!

Ci viene rimproverato spesso, da chi ne fa altrettanto uso, di vivere estraniati dalla realtà perché siamo sempre più immersi nelle nostre comunicazioni via chat, assorbiti dai nostri gruppi whatsapp, distratti da foto, video, e chi più ne ha più ne metta!

I cellulari hanno cambiato la nostra vita, in peggio o in meglio, come cantava Battisti “lo scopriremo solo vivendo”!

Ma quando si parla di ipocrisia nei rapporti familiari, d’amicizia, di tradimenti e menzogne è proprio possibile che la colpa sia del nuovo modo di comunicare, e dei nuovi sistemi device?

Mi viene in mente il film di Paolo Genovese, Perfetti sconosciuti, dove una tranquilla cena tra amici “potrebbe” rivelarsi il più grande incubo.

I telefoni diventano protagonisti delle storie di ognuno… le “scatole nere” delle loro vite, nascondono infelici segreti, che ognuno cautamente custodisce.

Tradimenti vecchio stampo si intrecciano a tradimenti digitali, mai consumati, il gruppo whatsapp che ti taglia fuori (spesso causa di diverse crisi esistenziali), le foto hot sulle messenger app e il coming out sulla propria omosessualità che scatena l’omofobia dell’amico… ecco, tutto questo frutto di un banale gioco.

Lo smartphone diventa una trappola che rivela le incapacità personali umane dei protagonisti.

Ma perché il telefonino detiene un potere così enorme?

Ci costruiamo un’identità, come se esistessero insicurezze relazionali, preferiamo la distanza comunicativa all’impatto emotivo diretto, nonostante manteniamo i rapporti con le persone a noi care.

E’ possibile che tutto questo dipenda da altro, o piuttosto, dipende da ciò che siamo veramente, da quello di cui necessitiamo in quanto esseri umani.

Abbiamo bisogno di essere visti, ascoltati, amati, è necessario sentirsi parte di qualcosa. Siamo, spesso, profondamente soli, anche in mezzo a centinaia di persone.

Il telefonino è un filtro, niente di più, dall’altra parte ci sta’ sempre qualcuno o qualcosa che appaga le nostre esigenze.

Siamo noi ad affidargli la nostra vita, da perdenti o vincenti non importa, siamo noi a scegliere con chi condividerla.

Decidiamo noi se rispettare le norme del vivere con gli altri, o provare a dare una svolta, abbandonando qualsiasi forma di ipocrisia, nella consapevolezza di essere fragili e imperfetti.

 

 

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LA TERRA IRREQUIETA E IL SUONO CHE INCANTA

Il nostro pianeta, la Terra, che rappresenta la “fascia della vita” nel sistema solare,  è continuamente scossa da fenomeni naturali sconvolgenti.

Le immagini dei disastri che hanno colpito il nostro paese nelle ultime settimane mi hanno fatto pensare tanto alla poesia di Leopardi La Ginestra, straordinaria riflessione sulla condizione umana e la natura.

Per Leopardi il «progresso» consisteva nella capacità che hanno gli uomini di sostenersi reciprocamente nei momenti di grande difficoltà per poter affrontare le avversità a cui la Natura “madre di parto […] e di voler matrigna” li avrebbe sottoposti nella vita.

Si tratta di un messaggio fortemente attuale e progressista.

Dopo questa breve parentesi che mi concedo, visto il mio amore per la letteratura, vorrei parlarvi di qualcosa che mi ha incuriosito parecchio.

Come già sappiamo i sismi, o terremoti, sono dovuti a una vibrazione del terreno prodotta dal rilascio di una gran quantità di energia, quest’ultima si libera per onde sferiche (onde sismiche) partendo dall’epicentro.

Eppure non sono le uniche vibrazioni che la terra emette!

La Nasa è riuscita, utilizzando un’antenna Plasma Wave, a registrare delle vibrazioni terrestri costanti a bassa frequenza, comprese nel range 20-20,000 Hertz.

Si tratta di onde sismiche provocate dallo scontro di onde imponenti che interessano il fondo oceanico.

E’ praticamente impossibile accorgersi di questi sommovimenti naturali, se non fosse che due artisti Semiconductor inglesi, Ruth Jarman e Joe Gerhardt hanno pensato bene di riprodurre, visivamente e con un sistema sonoro, questo fenomeno naturale.

Earthworks – installazione al SònarPLANTA di Alba Ruperez

Questo duo esplora i fenomeni naturali del mondo, la scienza, il tempo… e realizzano video e installazioni.

Ruth e Joe elaborano dati scientifici in istallazioni visivo – sonore.

Al SònarPLANTA di Alba Ruperez, con un’installazione multimediale chiamata Earthworks, hanno proiettato la loro immensa opera animata, generata al computer partendo da dati sismici.

Si tratta di forme d’onda colorate in movimento che hanno diversi ritmi generati da suoni naturali di diversa intensità.

I dati sismici, con i quali lavorano, vengono loro forniti da un network mondiale che raccoglie forme d’onda prodotte da vulcani, terremoti e ghiacciai.

Tutto ciò viene trasformato in colonna sonora con effetti visivi che cambiano in maniera estemporanea ed in tempo reale.

Pensate un po’, dare caratteristiche visive e sonore alle vibrazioni!

“Il risultato è estremamente naturale. Molti credono che si tratti di un ghiacciaio o un terremoto, ma è un’altra cosa. Si tratta di un’informazione digitale che è stata registrata. Una sequenza di numeri che diventa una forma d’onda, e in virtù di questo, è possibile tradurla in suono” ci dice Ruth Jarman.

Non si tratta di una sonorizzazione: ciò che si sente durante l’istallazione è

il reale “suono” della terra.

Questo esperimento può essere definito un incrocio tra Sound art e Land art.

La collaborazione di questi due artisti con un programmatore è stata determinante affinché  l’istallazione potesse unire la parte visiva a quella sonora.

L’effetto dei subwoofer darebbe enfasi all’audio, profondità e forza sarebbero caratteristiche, non solo delle immagini ma, anche del suono di un terremoto, con Earthworks abbiamo tutto ciò che serve per nutrire e incantare i nostri occhi e le nostre orecchie, il fascino prorompente della forza della natura.

 

 

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QUANDO ENERGIA E CREATIVITA’ SI INCONTRANO: INTERVISTA A LINDA SCHIPANI

Una delle tematiche importanti per il nostro paese, e non solo, è il recupero volto alla sostenibilità ambientale.

Esistono delle straordinarie realtà, che sviluppano nuove strategie basate su energia creativa, che valorizzano  i sottoprodotti dando nuova luce e nuovo valore, caricandoli di importanti significati culturali sociali e ambientali.

Parlo di Linda Schipani e del suo progetto intriso di Arte ed Energia.

Seguo da tempo il suo lavoro, di cui ho conosciuto la straordinaria carica creativa, l’anno scorso, mentre facevo delle ricerche sulle figure in ascesa nel mondo dell’innovazione e dell’arte.

Avevo voglia di parlarle direttamente, di approfondire la sua storia …così ho deciso di  intervistarla!

Ciao Linda

Tu sei un Ingegnere per l’ambiente e il territorio, raccontaci un po’ di te prima dei tuo progetto.

Ciao Giusi

Si sono un ingegnere. Mi laureo alla Sapienza di Roma nel lontano 1998 e rientro subito a Messina dove intraprendo una “regolare” carriera di ingegnere impegnato nella gestione dei rifiuti, nell’organizzazione della raccolta differenziata comunale, mi occupo della mitigazione degli impatti ambientali delle imprese e insegno, per otto anni, topografia.

A quando risale il tuo esordio nel mondo dell’arte?

Dalla gestione dei rifiuti e dal mio ruolo di responsabile ambiente e qualità nella Ditta di famiglia ha inizio una ricerca continua di soluzioni alternative alla discarica o parallela agli impianti convenzionali di recupero e riciclo. Realizzo con scarti d’impianti elettrici e isolatori in porcellana, prima smaltiti come inerti, le mie prime lampade, da qui ha inizio un percorso di trasformazione dei materiali attraverso l’arte e il design che mi porta a viaggiare per mostre e progetti di arte dai rifiuti, ed a coinvolgere in questi progetti oltre un centinaio di artisti. Ha inizio nel 2008, 10 anni dopo la laurea, con una mostra a Londra, il mio esordio nel mondo dell’arte. (o forse l’anno prima, nel 2007, con la mia prima mostra a Messina).

“Bianca e nera” lampada realizzata con isolatori in porcellana (Richard Ginori) e vecchie plafoniera

Utilizzi tecniche originali su materiali di recupero, questi diventano opere d’arte e oggetti di design. Da dove nasce la tua passione per l’arte del riciclo?

La passione nasce dalla gestione dei rifiuti, la volontà di trovare un destino alternativo alla discarica per alcuni materiali mi ha portato a studiarli, a smontarli, a riassemblarli e da qui sono nati i primi mie oggetti di design dai rifiuti. Fonte d’ispirazione, sono stati gli scarti d’impianti elettrici della ditta di famiglia. Una passione legata alla professione, alimentata dal potere dell’arte e dal desiderio di mantenere memoria storica di oggetti, ormai obsoleti e in disuso, che hanno però segnato un importante passo nello sviluppo industriale dei nostri giorni.

Hai partecipato ad eventi sul territorio nazionale e internazionale, che impatto ha avuto la tua creatività e la tua idea, così innovativa, nel settore dell’arte?

Innovativa nel settore dell’arte ma ancor di più in quello delle imprese, la vera innovazione credo stia nel voler portare l’Arte e Design all’interno di ogni realtà produttiva, per trasformare gli scarti da oneri a ricavi e non solo in termini di sviluppo di nuovi prodotti ma anche come crescita culturale, sociale e umana delle imprese e di ogni soggetto coinvolto, compreso l’ambiente.

A quando risale la creazione di Ecolab, di cosa si tratta?

Era il 2007 e decido di ritagliarmi uno spazio all’interno dello stabilimento di costruzioni elettromeccaniche della mia famiglia. Una grande stanza con un terrazzino fronte mare caratterizzato da uno splendido carroponte, qui vado ogni giorno dopo le 18, portando con me quegli oggetti strappati alla discarica, per trasformarli ed esporli. Nel 2008 mi “estendo” in una seconda sala al piano di sotto e da qui decido di coinvolgere altri artisti, dar loro i mie materiali di scarto e organizzare mostre collettive basate sulla trasformazione di questi oggetti, ogni anno un materiale diverso. L’EcoLab, è uno spazio espositivo e creativo, oggi ospita su tre piani, una collezione di arte del riciclo legata all’industria elettrica, con oltre 300 opere realizzate da oltre 100 artisti, oltre tutti i miei lavori…..

Le tue esposizioni cosa raccontano?

Storie di trasformazione e cercano di esaltare il valore delle cose non più utili alla loro funzione originaria.

Cosa c’è dietro ogni recupero?

La volontà di salvare degli oggetti, il lavoro che c’è stato per realizzarli e quello che è stato fatto attraverso il loro utilizzo.  Lavoro ed energia!

“Esecuzione sospesa” rappresenta il potere dell’arte nella sospensione della pena che riserviamo ai nostri rifiuti

“Conservare le testimonianze del nostro passato adattandole alle esigenze del presente è un dovere che abbiamo nei confronti delle generazioni future. Demolire i siti industriali per seppellire in discarica le macerie colme di rifiuti pericolosi è un danno per l’ambiente e un grave problema per chi dovrà domani affrontarne le conseguenze”.

Trovo straordinario il tuo progetto, per questo ti seguo da tempo. Potresti parlarci del ripristino dei siti industriali destinati a diventare macerie ?

Queste parole mi commuovono, le riconosco, sono mie! sono state scritte nel tentativo di salvare un grande sito industriale, un ecomostro ormai spento, l’inceneritore di San Raineri. Era l’oggetto della mia tesi la sua trasformazione in termovalorizzatore ma tornando a Messina, davanti alla volontà politica della demolizione, ne proposi la trasformazione in sito espositivo, struttura polifunzionale, culturale a servizio della comunità. Una sorta di piccola Tate Modern! Voi a Catania avete le Ciminiere, importante traccia di un passato industriale. Qui oggi dopo dieci anni dalla mia proposta, e nonostante i tanti tentativi di “convincimento” sulla stampa locale, hanno avviato la demolizione, e con una cifra minima, dai 3.500.000 di euro preventivati nel 2006 avviene oggi con un importo di soli 400.000 euro…. Però almeno ho potuto portare l’inceneritore di San Raineri alla Biennale di Venezia, anche se solo in foto, nel 2011 con il Museo italiano in esilio al Padiglione Spagna.

Dove possiamo ammirare i tuoi lavori, e quali eventi hai in programmazione.

EcoLab _ Messina _ via croce rossa 8, previo appuntamento, email lischi2000@yahoo.it.

In mostra la collezione permanente Ecollection, e in corso due mostre “Carte d’Artista” con 27 artisti siciliani e “ Tra  i silenzi e gli enigmi di Nino Cannistraci Tricomi ” noto artista messinese appena scomparso. Parte della mia collezione è da giugno 2016 ospitata da Antonio Presti nell’Atelier sul mare di Fiumara d’arte.

In programma, e sei la prima a saperlo, “Coppe d’Artista” decima mostra di arte del riciclo sul tema degli scarti elettrici (che potrebbe chiudere questo ciclo).

  • Grazie Linda, è stato un onore e un piacere  averti sul mio blog. A presto!

 Grazie a te Giusi!

 

 

 

 

 

YOUTUBER: FENOMENO O RIVOLUZIONE?

Era da tempo che pensavo quanto sarebbe stato interessante se qualcuno mi avesse spiegato come è nato e da cosa nasce il fenomeno YouTuber.

In effetti mi sono resa conto che pochi, della mia generazione, oggi madri e padri alle prese con figli in età preadolescenziale, hanno ben capito di cosa si tratti.

Alla luce di questo, non mi rimaneva che chiedere direttamente a chi di questo fenomeno ormai ne sa più di chiunque altro… mio figlio!

Ovviamente un bambino di 10 anni parla di quello, che per noi è un fenomeno oggi, come noi parlavamo del fenomeno “Non è la Rai” (prima trasmissione di intrattenimento a frequenza quotidiana delle reti Fininvest ad impiegare la diretta), ai nostri tempi, ovvero come se fosse normale.

Gli YouTuber tra questi Favij, definito l’ultima star del web ) sono ragazzi che si riprendono con una telecamera, caricano i loro video su internet e, grazie alla loro potenza comunicativa,  hanno un riscontro economico attraverso la pubblicità.

In effetti sono produttori di contenuti originali per la piattaforma di YouTube che da una decina di anni hanno rivoluzionato la fruizione dei video sul web.

Per i nativi digitali non si tratta di una rivoluzione in corso ma di un dato di fatto.

Dico sinceramente che non mi interessa approfondire, né l’aspetto economico, né la qualità dei contenuti di tale fenomeno.

Quello che mi chiedo, in quanto madre, è che tipo di influenza tale rivoluzione possa avere sui nostri figli.

Per trarne delle conclusioni ho fatto un piccolo viaggio nel passato, ho cercato tra i ricordi che conservo, quelli da adolescente agli inizi degli anni ’90.

Mentre gli anni ’80 segnavano il cambiamento della televisione che virava verso le reti private, gli anni ‘90 segnano il decennio d’oro della tv nazionale.

La televisione commerciale ha cercato di creare delle immagini tanto forti da consentire a ciascun canale di assumere una propria identità riconoscibile da ogni spettatore.

Gli anni ’90 hanno visto il consolidamento di generi quali, varietà, quiz e talk-show.

Quest’ ultima forma d’intrattenimento ha dato la possibilità di dire la propria su tutto, tanto che il rapporto tra spettatore e pubblico, eliminando i filtri, era diventato interattivo.

Si trattava di un nuovo linguaggio televisivo. Cambiava il modo di fare informazione e d’intrattenere.

Si trattava di una rivoluzione.

Si affermavano nuovi modelli generazionali,  e oggi a 37 anni mi rendo conto che siamo frutto di messaggi via etere che non erano poi tanto positivi… o mi sbaglio?

I nostri genitori, forse, non si accorgevano dei cambiamenti, in quanto anch’essi erano assorbiti dai fenomeni del momento.

Oggi sono cambiati i mezzi, la tecnologia domina ogni sfera della vita quotidiana sia in termini di rapporti tra gli individui, sia nella sfera mediatica. L’evoluzione verso una forma più diretta di comunicazione ha portato al fenomeno YouTuber.

Ogni fenomeno determina un’influenza, e non per questo è detto che sia negativo… credo dipenda sempre dal background di ogni singolo individuo.

I cambiamenti destabilizzano e a volte ci spingono verso atteggiamenti di chiusura.

Impariamo insieme ai nostri figli che qualsiasi rivoluzione è la strada per il cambiamento…il cammino va, comunque, fatto insieme perché:

“Dobbiamo sempre provare a cambiare, a rinnovarci, cercare di ringiovanirci; altrimenti diventiamo solo più duri”. Goethe

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UN CORTO STORICO: CINEMA E INNOVAZIONE

Nei primi anni ’20 venne definita la “settima arte”.

Di cosa si tratta? Quale forma artistica si cela dietro questo nome?

Parliamo di Cinema.

Da sempre rappresenta la forma più diffusa di narrazione associata all’immagine visiva e all’elemento sonoro. Un’opera multimediale caratterizzata da diversi linguaggi artistici.

Per me si tratta di uno dei mezzi più sublimi e potenti che l’uomo abbia mai realizzato.

Citando Jean Epstein, regista francese del cinema d’avanguardia degli anni venti, ” nessun’altra forma di espressione artistica, mediante il processo di fotogenia, è in grado di offrirci una così efficace esaltazione estetica della realtà”.

Il cinema, dunque, regala percezioni e sensazioni che l’uomo difficilmente potrebbe ritrovare nella vita reale.

L’evoluzione tecnologica accompagna questa forma d’arte sin dalla propria nascita per oltre 120 anni.

Il fascino del cinema attraversa un primo periodo fatto di sole immagini, successivamente, sarà caratterizzato dal sonoro applicato al visivo, per poi arrivare ai colori.

Il cerchio non si chiude di certo qui! L’innovazione va avanti e il mondo cinematografico se ne fa precursore.

Il cinema muto utilizzava motori elettrici per le prime cineprese e i videoproiettori. Dalla moviola nel 1924 per il montaggio, passando al sonoro sincronizzato del 1926, del primo film, non completamente muto, della Warner Bros, si arriva all’utilizzo dei microfoni che convertono il suono in un segnale elettronico che, successivamente, verrà amplificato.

La grande svolta del cinema fu determinata dalla realizzazione di nuove tecniche d’intrattenimento: gli  effetti speciali.

Le illusioni ottiche del regista francese George Méliès, creatore del primo film  di fantascienza, “La Voyage dans la Lune” del 1902, rappresentano la svolta nella storia del cinema.

Di grande importanza fu la tecnica della stop-motion di King Kong del 1933,

e la proiezione frontale per produrre fondali scenici nelle immagini di 2001: Odissea nello spazio di Kubrik del 1968, per poi giungere all’utilizzo della grafica computerizzata del colossal Jurassic Park di Steven Spielberg che utilizzò la rivoluzionaria tecnologia animatronica.

Il cinema è suggestione, illusione, identificazione… ecco allora l’avvento, nel mondo cinematografico, della terza dimensione.

Avatar, film di James Cameron del 2009, proiettato nel tradizionale formato 2D, rappresenta il primo lavoro realizzato interamente in 3D e 3D IMAX.

Il film di Cameron utilizzava un’altra novità tecnologica, la Performance Capture Stage, ovvero una telecamera sul volto degli attori che permetteva di carpire ogni espressione rendendo il personaggio estremamente realistico.

Ormai il processo di digitalizzazione delle tecniche cinematografiche ha fatto sì che vengano abbattuti, anche, i costi di realizzazione dei film.

Oggi sono notevoli le applicazioni tecnologiche che caratterizzano la digitalizzazione delle immagini per le elaborazioni di computer graphics.

Si può ricreare in digitale l’esatta geometria di un set attraverso una sua scansione con lidar (radar ottico); si possono ottenere perfette interazioni di oggetti virtuali in ambienti reali catturando, con specifici processi, la luce del set.

Insomma il cinema continua a svilupparsi e prendere linfa vitale dalla tecnologia…

E l’innovazione si nutre dei contenuti del set per dar vita a forme di spettacolarità sempre nuove!

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NUOVI DESIGN E ARREDAMENTO INTELLIGENTE

Sappiamo bene quanto la casa rappresenti il luogo dove ci sentiamo più sicuri e sereni. Dove vige la regola della semplicità e, soprattutto, dell’assoluta intimità.

Ma la casa è anche funzionalità!

Avete mai sentito parlare di arredamento intelligente?

Sono importanti gli elementi d’arredo assemblabili che diano vita a soluzioni utili ed esteticamente piacevoli. Sono cambiate le abitudini ed è cambiato il modo di vivere gli ambienti.

Negli ultimi anni il mondo dell’IOT, l’internet of Things, ha tenuto conto delle caratteristiche che l’ambiente domestico ha acquisito nel tempo.

L’Internet delle cose dà identità informatica alle abitazioni, gli oggetti intelligenti, collegati attraverso dispositivi personali quali smarphone , tablet e pc, hanno capacità decisionale e permettono un controllo globale sugli sprechi energetici, sulla sicurezza e sul rapporto efficienza/qualità della vita.

L’ambiente domestico vuol dire anche arredamento, estetica e multifunzionalità.

Oggi si punta molto sugli evergreen, sui materiali come il legno che si abbina ad ogni stile e sui mobili che derivano da materiali riciclati.

L’habitat domestico si evolve e si adatta alle nostre esigenze.

Ecco allora sul mercato arredi trasformisti, sgabelli che diventano tavolini, cassapanche portaoggetti…

Avete mai sentito parlare di  un Sofà Intelligente? Un sofà che cambia forma quando serve?

Si tratta di un nuovo progetto, chiamato Lift-bit, di Carlo Ratti, esposto nella mostra “Stanze. Altre filosofie dell’abitare”, nel contesto della XXI Triennale Esposizione Internazionale di Milano, lo scorso settembre.

Lift-Bit è il primo divano trasformabile a controllo digitale, realizzato da Carlo Ratti Associati e sviluppato per l’azienda di mobili Vitra, azienda svizzera specializzata nella produzione di mobili e arredamento di design.

E’ un sistema di arredo modulare e riconfigurabile, grazie alle tecnologie Internet-of-Things (IoT) che permettono di trasformare questo sofà, dandogli le forme più adatte al momento e alle necessità di chi lo usa.

Grazie ad un gesto della mano i pouf esagonali dotati di attuatore lineare(dispositivo che converte dell’energia da una forma ad un’altra, in modo che questa agisca nell’ambiente fisico al posto dell’uomo), si sollevano e si abbassano, aumentando o diminuendo l’altezza di ogni elemento in pochi secondi.

Carlo Ratti concilia divertimento e funzionalità “partendo da un elemento di novità tecnologico”.

Ripresentando e omaggiando un progetto del 1978, il Generator Projet di Cedric Price, il sistema di Lift-Bit, quando è fermo per molto tempo inizia a generare in modo autonomo nuove forme, in modo da coinvolgere i proprietari del sofà.

«Da tempo lavoriamo sull’ipotesi dell’architettura come una terza pelle», spiega Ratti «ovvero un ambiente capace di adattarsi alla presenza e alle esigenze di chi lo abita. Questa missione si ritrova almeno in parte nell’idea dell’Internet delle Cose, in cui tutti gli elementi della nostra casa si collegano in rete e diventano intelligenti, cioè in grado di rispondere meglio alle nostre abitudini e i nostri bisogni. E magari anche di strapparci un sorriso…».

L’innovazione renderà le nostre case speciali, perché saranno personalizzate!

I nostri oggetti parleranno di noi!

 

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ORANGE FIBER: INNOVAZIONE ECOSOSTENIBILE

Sapete quale idea straordinaria hanno avuto due ragazze?

Adriana Santonocito ed Enrica Arena hanno reso possibile qualcosa di straordinario! Hanno trasformato gli scarti delle arance in filati e tessuti per la realizzazione di capi d’abbigliamento.

Vi chiederete in che modo!

Bene, vi racconterò la storia di queste due giovani imprenditrici siciliane.

Tra amiche si discute di tutto e quando la conversazione tocca temi importanti quali il futuro che le attende ecco che, le due giovani donne, vengono colte da un’idea geniale.

Adriana, fashion designer, trasferitasi a Milano per studiare all’istituto Afol Moda, si specializza nel settore tessile e sui materiali innovativi, mentre Enrica si occupa di comunicazione e opera nell’area marketing.

L’intuizione, Made in Sicily, nasce dalla riflessione sullo smaltimento degli scarti dell’industria agrumicola, ben oltre 700 mila tonnellate prodotte annualmente.

Cosa fare dei sottoprodotti agrumicoli?

orange fiber

Si riutilizzano gli scarti delle arance per creare prodotti ecosostenibili.

Accolta nell’incubatore di Trentino Sviluppo, l’iniziativa imprenditoriale diventa opportunità di lavoro e motivo in più per avere ancora fiducia nei confronti della nostra terra.

Le ricerche sulle innovazioni tessili porteranno, le giovani donne, a sviluppare le potenzialità del prodotto siculo, l’arancia, al fine di creare un tessuto funzionale e cosmetotessile (con proprietà cosmetiche), in grado di rilasciare vitamine sulla pelle.

“In pratica dagli scarti delle arance, ossia tutto quello che resta dopo la spremitura e la trasformazione, viene estratta la cellulosa atta alla filatura. Attraverso le nanotecnologie l’olio essenziale di agrumi viene incapsulato e fissato sui tessuti. Da qui, ha inizio un processo di rottura delle microcapsule presenti nel tessuto, in modo automatico e graduale, che comporta il rilascio delle vitamine sulla pelle così di avere un capo non solo bello ma funzionale al benessere del consumatore. Le sostanze rilasciate non sono invasive: al massimo si sente la pelle più morbida, come se si mettesse la crema al mattino. Gli abiti non ungono e la pelle viene nutrita. Questa caratteristica è garantita per almeno una ventina di lavaggi, ma stiamo studiando anche le modalità per la ricarica con ammorbidenti specifici“, spiega Enrica.

orange fiber

Dopo un percorso di sperimentazione e la consulenza di specialisti, arrivato il momento di trovare finanziamenti al progetto, la start up siciliana ha iniziato a misurarsi con il mondo dell’imprenditoria partecipando a vari premi.

I riconoscimenti e il riscontro positivo, partendo dal Working Capital di Catania fino al New York Stock Exchange, hanno fatto sì che, poco più di 4 anni fa, depositassero il brevetto e ci fosse l’estensione internazionale.

Il prototipo è stato presentato, nel 2015, all’Expo Gate di Milano durante la Vogue Fashion Night Out, e in quell’occasione, finalmente, è stato presentato l’esclusivo filato di acetato da agrumi.

Idea straordinaria, un tessuto ecosostenibile ed ipertecnologico!

Orange Fiber è una bella e giovane realtà!

Ecco  come l’innovazione applicata alle nostre risorse diventa fonte di opportunità lavorative.

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ABOUT ME

Ciao sono Giusi, founder del blog d’intrattenimento She Tech.

Ho 37 anni e sono madre di due meravigliosi bimbi. Sono laureata in Lettere, adoro leggere e documentarmi su tutto ciò che attiri la mia curiosità.

Conservatrice nella sfera affettiva, ma progressista per tutto ciò che concerne la vita pratica. Alle prese con la vita di ogni giorno fatta di impegni e attenzioni per chiunque mi stia vicino, oggi ho voglia di condividere con voi la mia passione per la scrittura.

Scrivo articoli che contengono spunti, idee, novità dal mondo dell’innovazione, ma ciò che mi preme fare è sottolineare come il cambiamento e l’evoluzione abbiano determinato la nostra vita.

Non possiamo rimanere spettatori dei fenomeni che definiscono i nostri giorni!

Proviamo insieme a conoscere quale futuro stiamo già vivendo!

THE FIFTH SENSE: NUOVE INSTALLAZIONI 

Lo sapevate che il profumo ha un potere fortemente evocativo?

Ovvero la nostra mente elabora delle immagini, dopo che l’olfatto ha ricevuto messaggi chimici dall’esterno, legate ai ricordi.

“Gli uomini potevano chiudere gli occhi davanti alla grandezza, davanti all’orrore e turarsi le orecchie davanti a melodie o a parole seducenti. Ma non potevano sottrarsi ai profumi. Poiché il profumo è fratello del respiro. Con esso penetrava gli uomini, a esso non potevano resistere, se volevano vivere. […] Colui che dominava gli odori, dominava il cuore degli uomini.” P. Suskind

Il potere degli odori è stato celebrato dall’ icona più famosa al mondo, Chanel N° 5, con il lancio di un nuovo progetto, una piattaforma online della rivista Vice Media, che celebra le donne nelle industrie creative con video e contenuto editoriale attraverso diverse discipline, ognuna ispirata a fragranze Chanel.

Chi ha curato l’installazione, “Mirror Maze (Labirinto di specchi), è lo scenografo Es Devlin.
All’interno di cinque stanze vengono ricreate le fragranze e il loro potere di richiamare i ricordi, tempi e luoghi.

La prima camera contiene una proiezione digitale che utilizza la grafica immersiva e una fly-through, ovvero una sequenza di immagini che danno la sensazione di cadere fisicamente, creata da un collaboratore di effetti visivi Luke Halls.

La camera successiva consiste in un labirinto di pareti curve a specchio, con un forte effetto illusivamente disorientante.

L’esperienza immersiva è caratterizzata da una fraganza di ylang ylang, neroli e gelsomino esclusivamente creata dal profumiere Olivier Polge.

Si tratta di un viaggio digitale per rendere l’invisibile, visibile e percepibile.

In uno spazio digitale si combinano componenti fisici e virtuali, il profumo si decostruisce in elemento invisibile.

Si tratta di un’esperienza unica dove mondo visivo, sonoro e percezione degli odori interagiscono.

Devo dire che tutto ciò mi ha fatto immaginare e messo tanta curiosità, e a voi?

 

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MISSION

“Una delle possibili definizioni astratte dell’intelligenza è la capacità di trovare connessioni fra cose diverse, talvolta anche molto diverse. Più cose possono essere contenute contemporaneamente nella memoria di lavoro, più facile sarà trovare connessioni fra cose diverse. Molte idee, incluso le buone idee, possono nascere così, grazie alla possibilità di fare ampie connessioni e alla capacità di conservare un ricordo delle associazioni fatte.” Edoardo Boncinelli

Nulla potrà essere incomprensibile per ogni essere umano se riesce ad associare cose diverse e trarne spunti e stimoli nuovi. 

Il mio obiettivo è quello di trattare argomenti inerenti il mondo tech  da punti di vista differenti. 

Da donna e madre mi faccio tante domande sul futuro dei miei figli, e il futuro è anche tecnologia.

Vorrei argomentare scoprire e condividere con voi articoli, curiosità e novità che nascono dal mondo dell’innovazione. Per saperne un po’ di più e per avvicinarci, insieme, in maniera semplice, ad un mondo che rappresenta il passato il presente e soprattutto il futuro, seguitemi!

 

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